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Conferences >>II° CONVEGNO SUL CONFLITTO ISRAELO-PALESTINESE/2009-11-26

II° convegno sul conflitto Israelo-Palestinese al Balducci di Zugliano 
PALESTINA: IL DIRITTO UNIVERSALE D’ACCESSO ALL’ACQUA 
Forum di dialogo tra diverse organizzazioni operanti in Palestina e sulla tematica dell’acqua, organizzato dall’associazione “L’Arca della Pace”

28 Novembre 2009

L’associazione “L’Arca della Pace (Ark of Peace) ONLUS” organizza il II° CONVEGNO SUL CONFLITTO ISRAELO-PALESTINESE dal titolo “Palestina: il diritto universale d’accesso all’acqua, un altro conflitto in atto in Medio-Oriente?” presso la sala polifunzionale Mons. L. Petris del centro Ernesto Balducci di Zugliano (Udine). Il convegno è un Forum di dialogo tra diverse organizzazioni operanti in Palestina e sulla tematica dell’acqua, . In questa sede verrà lanciato l’appello internazionale per la costituzione della Carovana internazionale dell’acqua 2010, il cui capofila è il CeVI (Centro Volontario Internazionale) e la Reté Radié Resh, mentre L’Arca della Pace ha il compito di coordinare e fare da mediatore tra Organizzazioni Palestinesi e Internazionali.


In un nuovo approfondito rapporto, Amnesty International mostra fino a che punto le politiche e le pratiche israeliane negano ai palestinesi il loro diritto all'accesso all'acqua. Israele utilizza più dell'80% dell'acqua della falda montana, la maggiore riserva idrica del sottosuolo dell'area, e limita l'accesso dei palestinesi al solo 20%. Nella Striscia di Gaza, il 90-95% dell'acqua dell'unica risorsa idrica presente, la falda acquifera costiera, è contaminato e inutilizzabile per uso domestico. Inoltre, Israele non permette il trasferimento di acqua della falda acquifera montana della Cisgiordania verso Gaza. I rigorosi divieti, imposti negli ultimi anni da Israele all'ingresso a Gaza di materiali e apparecchiature necessari per lo sviluppo e la riparazione di infrastrutture, hanno causato un ulteriore deterioramento dell'acqua e della situazione sanitaria, che a Gaza ha raggiunto un livello drammatico.
Emilio Molinari, presidente del Comitato Italiano per un contratto Mondiale sull’Acqua, tramite il CeVi, ha affidato a Frà Jacques FRANT, poiché vive da 32 anni nella terra, cuore, del Conflitto Israelo-Palestinese e viaggia tra Palestina e Italia promuovendo progetti di solidarietà, il compito di coordinare l’iniziativa: attivando seminari con legali esperti in diritto internazionale, coinvolgendo l’ONU, strutturando il progetto e mediando tra la popolazione locale e le associazioni internazionali che interverranno. Si vuole attirare l’attenzione sulla crisi dell’Acqua in Medio-Oriente, e soprattutto in Palestina, perché questo annoso problema trovi una soluzione e non sia causa di un conflitto  ben più grave.


L’accesso all’acqua è un bene inalienabile per ogni persona senza discriminazione di ogni genere, è un bene comune, sancito anche dalla quarta Convenzione di Ginevra regola 43 lettera “A”, che non può essere utilizzato come arma di guerra, di oppressione e di pulizia etnica. 
Frà Frant Jacques, fondatore di L’Arca della Pace (Ark of Peace) Onlus e promotore del convegno, afferma: ”il problema dell’approvvigionamento dell’acqua in Palestina diventa ogni giorno più pressante e di primaria importanza, solo comunicando e informando in merito alla situazione esistente e ai progetti che si stanno sviluppando per aiutare la popolazione locale, possiamo realmente fare qualcosa di concreto.”
L’intervento di Danilo Zolo, relatore al convegno, la cui tesi ha ispirato l’idea della Carovana dell’acqua, ha come tema centrale il diritto all'acqua inteso come "nuovo" diritto sociale e come diritto collettivo. Come "diritto sociale" il diritto all'acqua può essere rivendicato dai cittadini di una determinata comunità nei confronti delle proprie autorità politiche e deve essere perciò socialmente garantito da tali autorità. Come diritto collettivo il diritto all'acqua può essere rivendicato entro l'ordinamento giuridico internazionale dalle autorità politiche legittimamente rappresentanti di un popolo insediato in un determinato territorio. Sono perciò orientato a considerare il diritto all'acqua non semplicemente come un 'diritto soggettivo', e neppure, d'altra parte, come un generico 'diritto universale', o 'diritto dell'umanità', o, tanto meno, come un 'diritto naturale'.
Alfonso Campana, collaboratore dell'Associazione per la Pace (Assopace) di Roma all'interno della quale riveste il ruolo di Responsabile delle Campagne su questione Israelo-Palestinese, relatore al convegno, rende nota la drammaticità della realtà dicendo che: “In alcune aree rurali i palestinesi sopravvivono con solamente 20 litri al giorno, la quantità minima raccomandata per uso domestico in situazioni di emergenza. Da 180.000 a 200.000 palestinesi che vivono in comunità rurali non hanno accesso all’acqua corrente e l’esercito israeliano spesso impedisce loro anche di raccogliere quella piovana. Al contrario, i coloni israeliani, che vivono in Cisgiordania in violazione del diritto internazionale, hanno fattorie con irrigazioni intensive, giardini ben curati e piscine: 450.000 coloni israeliani utilizzano la stessa, se non una maggiore quantità d’acqua, rispetto a 2.300.000 palestinesi.”


Contatti

 

Per ulteriori informazioni

dott. Alessandra Casgnola

 

responsabile Ufficio Stampa di "L'Arca della Pace Onlus" Artmedia studio grafico Via del Coroneo, 21 - TS Tel 040 2451803  alessandra@artmediadesign.it Cellulare 347 4653641


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